Alla scoperta della Galizia tra meraviglie naturali e percorsi spirituali

La Galizia, comunità autonoma nel nord-ovest della Spagna, è una regione verdeggiante sulla costa dell'Atlantico eccola tra le meraviglie naturali e percorsi spirituali

A Coruña

La Galizia è una comunità autonoma nella zona nord-occidentale della Spagna, bagnata a nord e a ovest dall’Oceano Atlantico, confina a sud con il Portogallo e a est con le Asturie e la Castiglia e Leon.

Il capoluogo è la bellissima Santiago de Compostela, a tutti nota per essere la meta finale di millenari pellegrinaggi. La regione è divisa in quattro province : A Coruña, Ourense, Pontevedra e Lugo.

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La bellissima costa galiziana è lunga 1.500 Km. estendendosi dal confine con le Asturie verso ovest per poi curvarsi  improvvisamente verso sud.

I paesaggi che offre questa costa sono davvero suggestivi e vanno da vaste spiagge formate da numerose dune sabbiose come il tratto nei pressi di Corrubedo, alle scogliere  impervie della Marina di Lugo.

Un’ affascinante caratteristica del territorio è rappresentata dalle rias, tipici fiordi galiziani che si distinguono in due tipi principali:

  1. le rias altas, a nord del capo Fisterra (in galiziano cabo Finisterre) che hanno preso forma di dirupi scoscesi
  2. le rias Baixas, molto più ampie che si trovano a sud del capo.

Numerosi sono i promontori che rendono ancora più suggestivo il paesaggio. Tra i più conosciuti ci sono:

  • il Cabo Ortegal con scogliere a picco sul mare e vicino al tratto di costa che comprende le scogliere più alte dell’Europa continentale;
  • Estaca de Bares, che segna il punto che separa il Mar Cantabrico dal resto dell’Oceano Atlantico;
  • Cabo Tourinan, il punto più occidentale della Galizia, considerato erroneamente dai Romani Cabo Finesterre.

Lungo la costa galiziana si trovano numerose piccole isole fra cui le più note sono la Illa de Aurosa e le celebri Illas Cies, vicino a Vigo, che posseggono tra le spiagge più belle del mondo, altre ancora sono Ons, Sisargas, Salvora, Malveiras.

Illas Cies – Foto TeresalaLoba

La Galizia è una delle più ambite mete turistiche grazie a questo straordinario paesaggio e grazie al celebre Cammino di Santiago de Compostela (il percorso del pellegrinaggio per Santiago de Compostela).

La regione ospita, oltre al Parco Nazionale delle Isole Atlantiche, altri sei parchi naturali e alcune tra le più interessanti città storiche della Spagna.

L’UNESCO ha dichiarato Patrimonio mondiale dell’Umanità il faro Romano della Torre di Hercules della Coruña; il centro storico di Santiago de Compostela; le mura romane di Lugo e il Cammino di Santiago.

Torre di Hercules della Coruña

Ancora oggi i galiziani celebrano le loro origini celtiche, il nome Galizia infatti deriva dal nome di una tribù celtica che viveva in quest’area, i Gallaeci.

Un po’ di storia

La regione, piuttosto montuosa, godette lungo i secoli di una certa indipendenza culturale, i romani la invasero per la prima volta intorno al 137 a.C. e solo in epoca augustea, con le guerre Cantabriche del 25 a.C.  ebbe inizio una vera e propria romanizzazione del territorio.

Ancora sotto il dominio romano il cristianesimo iniziò poco a poco a sostituire il paganesimo. In seguito, nel 411, fu invasa dagli Svevi (fedeli all’arianesimo)che vi stabilirono un regno per circa 170 anni , nel 585 fu annessa al regno dei Visigoti di Leovigildo che impose definitivamente il cattolicesimo.

Gli arabi arrivarono solo fino al sud della Galizia, mentre il nord rimase roccaforte della Riconquista fino a quando i cattolici recuperarono anche il sud della regione sconfiggendo i musulmani. Dal IX secolo il culto dell’apostolo Santiago a Santiago di Compostela rafforzò ideologicamente i regni cristiani iberici e la città divenne importantissimo centro religioso e culturale.

Sotto il regno di Alfonso X per la lingua galiziana iniziò un lungo periodo di declino dove la sopravvivenza della lingua poggiava solo nel suo uso orale. Fu solo nel XIX secolo che a seguito del noto Risorgimento galiziano la popolazione in armi tentò di riconquistare la propria identità culturale chiedendo soprattutto il recupero della lingua galiziana come veicolo di espressione sociale e culturale.

La repressione di questi moti fece naufragare ogni tentativo di indipendenza culturale della regione. Al cadere della dittatura franchista la Galizia, venne poco a poco rinsaldando i frammenti della propria antica identità.

Oggi sono numerose le manifestazioni culturali che celebrano le tanto amate origini celtiche e anche se il galiziano viene parlato perlopiù dai più anziani i più giovani ne stanno riscoprendo l’interesse storico e culturale.