Gli Scavi di Pompei, cosa vedere

Gli scavi di Pompei sono una delle migliori testimonianze della vita romana e grazie ad essi è stato possibile comprendere gli usi, i costumi, le abitudini e l'arte della vita di oltre 2000 anni fa.

Gli Scavi di Pompei, a circa 25km dalla meravigliosa Napoli, rappresentano oggi una delle possibilità più entusiasmanti per tutti quelli che vogliono scoprire il mondo di ieri, con particolare riferimento alla storia legata all’iconico Impero Romano.

D’altronde non esiste altro luogo nel mondo conservato allo stesso modo della zona che caratterizza gli attuali Scavi di Pompei.

Ciò in virtù di un evento tragico; la potente eruzione del Vesuvio del 79 d.C. permise infatti di coprire, con uno strato di lava e detriti nell’ordine dei 3-12 metri, tutto quello che incontrava davanti a se. Questa particolare calamità ha permesso quindi di cristallizzare ogni elemento, ogni costruzione e ogni momento di una quotidianità ristabilita da un evento inimmaginabile.

Gli scavi di Pompeii

Gli Scavi di Pompeii hanno riportato alla luce tutto quello che era stato sepolto dalla furia del Vulcano, condizione che ha permesso quindi di conservare ogni cosa in maniera impeccabile a cominciare dalle vie, le abitazioni, i templi e i momenti della vita quotidiana degli abitanti di Pompei.

Il sito archeologico, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, insiste su un’area di oltre 60 ettari dei quali ne sono stati già “scavati” oltre 50.

Vediamo allora quali sono le attrattive più interessanti da visitare durante la tua prossima visita agli Scavi di Pompei, luoghi magici e perfettamente conservati che ti permettono di fissare l’attenzione su una dimensione altra ovvero su un passato vivo come fosse un presente da riscoprire.

Villa dei Misteri

Villa dei Misteri
Villa dei Misteri

Il percorso che ci conduce alla scoperta dei luoghi più interessanti da vedere presso gli iconici Scavi di Pompei, parte dalla Villa dei Misteri. Parliamo di un luogo che non a caso ragiona su questa denominazione, visto che si tratta di una fra le domus più misteriose dell’intero sito archeologico.

La costruzione risale al I secolo a.C. e apparteneva con molta probabilità ad una famiglia di importanti Patrizi romani, gli Istacidii, ovvero una delle famiglie più potenti e influenti della Pompei dell’Età Augustea. Con molta probabilità la Villa dei Misteri apparteneva alla moglie dell’imperatore Augusto, Livia.

La denominazione specifica della Villa si deve però a tutta una serie di affreschi che caratterizzano il triclinio, i quali rappresentano figure umane a grandezza naturale che introducono con molta probabilità i momenti di un rito, forse la preparazione di una donna al matrimonio o forse ancora lo spettacolo di mimi.

La Villa dei Misteri si dispone su due piani e permetteva di avere a disposizione anche una piacevole area termale.

Casa del Fauno

Casa del Fauno
Casa del Fauno

Fra le costruzioni più apprezzate e ammirate presenti all’interno degli Scavi di Pompei c’è sicuramente la Casa del Fauno. Parliamo di una villa romana di antica costruzione con un’estensione di circa 3mila metri quadrati: una fra le costruzioni più imponenti di tutta Pompei.

La struttura della Casa del Fauno risale già al II secolo a.C. e la denominazione si deve al fatto che al suo interno è stata ritrovata una piccola statua in bronzo di un Fauno, disposta al centro dell’impluvium della vasta abitazione pompeiana.

La sua struttura si suddivide in un’area che veniva destinata ai proprietari dell’abitazione e in un’area che invece veniva destinata alla servitù dell’abitazione.

Non finisce qui, perché la Casa del Fauno accoglie infatti ben due giardini, diversi affreschi e pavimenti in mosaico compreso quello dell’esedra che raffigura una battaglia fra Dario e i Persiani e Alessandro Magno ora custoditi all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Casa di Sallustio

Fra i luoghi più noti, tra quelli presenti presso gli Scavi di Pompei, troviamo sicuramente la nota Casa di Sallustio ovvero una domus ricca e sfarzosa che si trova presso l’area più antica della città e risale infatti al IV secolo a.C.

L’abitazione prende il nome da una iscrizione elettorale che è possibile riscontrare sulla facciata dell’edificio: con questa si invitava il popolo della città di Pompei a votare un tale Sallustio.

La Domus venne ritrovata fra il 1805 e il 1809, ma l’abitazione venne anche colpita da un ordigno durante la Seconda Guerra Mondiale con i lavori di restauro che vennero effettuati solamente a partire dal 1970.

Fra le caratteristiche principali della costruzione troviamo quelle tipiche delle realizzazioni architettoniche che si possono apprezzare proprio a Pompei, nello specifico la Casa di Sallustio permetteva di avere a disposizione un collegamento diretto alla bottega di generi alimentari che si trovava al suo fianco.

Casa del Poeta Tragico

Casa del Poeta Tragico
Casa del Poeta Tragico

Gli scavi che condussero alla scoperta di quella che viene definita la Casa del Poeta Tragico vennero eseguiti fra il 1824 e il 1825. Si tratta di una delle architetture più famose fra quelle disponibili fra gli Scavi di Pompei; questa conserva la tipica forma di una casa ad atrio ed è nota per la presenza di un mosaico sul quale campeggia la scritta “cave canem”, ovvero “attenti al cane”.

La scritta si trova nell’ingresso principale che permette di accedere tramite un’entrata laterale che conduce fino al peristilio.

Anche la Casa del Poeta Tragico disponeva di un gruppo di raffinatissimi mosaici che interessavano l’atrio e anche il tablino; fra questi c’era anche quello con le scene di alcuni attori che si preparavano ad una rappresentazione che ha dato anche la denominazione alla Domus.

Oggi i mosaici e i dipinti che precedentemente adornavano l’abitazione sono conservati all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La Casa presentava una particolare cura in termini di decorazioni disponibili.

L’Orto dei Fuggiaschi – Calchi di Pompei

Particolare de l'Orto dei Fuggiaschi
Particolare de l’Orto dei Fuggiaschi

A Pompei uno dei luoghi più interessanti è sicuramente l’Orto dei Fuggiaschi dove trovano posto i cosiddetti Calchi di Pompei.

Ci troviamo infatti all’interno di un antichissimo quartiere che nella città antica di Pompei era stato riconvertito in un rigoglioso vigneto, prima che la città venisse sepolta dalla importante eruzione del 79 d.C.

Tuttavia, la denominazione relativa ai suoi Calchi si deve al ritrovamento dei corpi di 13 persone morte durante l’eruzione: questi sono stati rinvenuti nelle posizioni che avevano assunto durante la fuga verso Porta Nocera, prima di venire letteralmente immobilizzati dalla cenere e dalle esalazioni provenienti dal Vulcano.

I calchi sono stati praticati con la colatura di gesso solamente di recente: nello specifico fra gli Anni Sessanta e Settanta, quando si ebbe l’intuizione di colare il gesso nei vuoti praticati dalla decomposizione degli elementi organici. Un luogo davvero incredibile sotto molteplici punti di vista.

Teatro Grande e Odeion

Odeion
Odeion

Ci sono due teatri a Pompei: il Grande Teatro e il Piccolo Teatro, detto Odeion. Si tratta di due costruzioni utili alla città e particolarmente apprezzabili anche oggi in virtù di quanto detto fino ad ora in merito alla potente eruzione del Vesuvio datata 79 d.C.

Entrambi sono stati riportati alla luce in età borbonica e rappresentano il collegamento fra la città e la cultura. Il Grande Teatro è caratterizzato da una struttura nel complesso risalente all’epoca sannitica, poi ricostruita completamente nel II secolo a.C. quindi restaurata nell’80 a.C.

Prima che si materializzasse l’imponente eruzione del 79 d.C. il Grande Teatro di Pompei ospitata fino a 5.000 persone dedite ad assistere a spettacoli di commedianti e mimi e di quelli dedicati alle “atellane” ovvero alle commedie in tono di farsa.

Di epoca romana invece il Piccolo Teatro (Odeion), realizzato fra l’80 e il 75 a.C., veniva tenuto in considerazione per spettacoli più ristretti: musicali o di poesie che richiedevano un’acustica più consistente e spazi più ridotti.

Il Piccolo Teatro di Pompei poteva ospitare fino a 1.300 pompeiani che come nel caso del Grande Teatro venivano accolti su una cavea suddivisa in tre ordini in base alla classe politica e sociale di appartenenza.

Anfiteatro Grande di Pompei

Anfiteatro a Pompei
Anfiteatro a Pompei

C’è anche uno splendido Anfiteatro da vedere a Pompei, posto nella zona sud-est degli scavi. Si tratta di una fra le più antiche costruzioni della città, una delle meglio conservate.

L’Anfiteatro che risale ad un periodo compreso fra l’80 e il 70 a.C. è stato sede di lotte gladiatorie che contrapponevano l’uomo agli animali feroci.

Già durante il terremoto del 62 d.C. venne fortemente danneggiato per poi essere restaurato e ricostruito. L’eruzione del 79 d.C. aveva invece permesso di ricoprire la struttura rimasta dell’Anfiteatro, cosa che ha permesso di mantenere completamente intatta la struttura rimanente.

Oggi come allora si potevano ospitare al suo interno fino a 20.000 spettatori: non è un caso che nel 1973 i Pink Floyd abbiano scelto proprio questa sede per un concerto entrato nella storia, sebbene realizzato a porte chiuse. All’epoca si poteva anche chiudere con un velarium da disporre sopra le teste degli spettatori per ripararli da caldo o intemperie.

Le terme di Pompei

Terme Stabiane
Terme Stabiane

Le più antiche terme negli scavi di Pompei, e dell’intero periodo romano, sono le Terme Stabiane, o Terme della Fortuna. Parliamo di un complesso termale risalente all’epoca romana che veniva proposto per l’utilizzo ai soli benestanti e rappresentava uno dei passatempi preferiti dai romani.

Terme
Terme

Le Terme Stabiane risalgono ad un periodo compreso fra il III e il IV secolo a.C. ed erano dotate di ambienti destinati al solo utilizzo degli uomini e ambienti destinati al solo utilizzo delle donne. Al loro interno c’erano il frigidarium (per i bagni freddi), il tepidarium (per i bagni a temperatura media) e il calidarium (per i bagni caldi) oltre a spogliatoi e alle sale delle fornaci dalle quali fuoriusciva il calore necessario a farle funzionare.

Ancora oggi sono presenti le pregevoli raffigurazioni in stucco di soggetti legati alla mitologia e a personaggi pompeiani disegnati sotto la volta a cupola che imitava le sfumature del cielo.

Il Foro

Il foro
Il foro

Risale al IV secolo a.C. il Foro di Pompei, il principale centro del commercialo e collegato in maniera ottimale ai luoghi necessari per praticare questo tipo di attività.

Di certo oggi rappresenta il luogo perfetto per godere di un impatto impressionante sulla bella città di Pompei, visto che proprio dal suo Foro è possibili ammirare la grande piazza con gli archi onorari, gli edifici destinati all’amministrazione pubblica, il macellum, la mensa ponderaria, la basilica e anche i templi di Apollo e di Giove.

Il Foro era la sede ideale per svolgere le principali funzioni cittadine, quindi anche quelle religiose e quelle strettamente commerciali. Anche a Pompei il Foro poteva essere vissuto solamente da pedoni, visto che il traffico era interdetto al passaggio e all’accesso dei carri.

Il Foro di Pompei è stato riportato alla luce solamente nel XIX secolo grazie alle volontà espresse da Carolina Bonaparte.

I Lupanari e le antiche domus

Domus
Domus

Col termine Lupanare si indicavano, nell’antica Roma, i borghi dediti al sesso e al piacere sessuale.

Si trattava quindi di luoghi dove era possibile incontrare le prostitute, ovvero dei classici bordelli. Fra i più frequentati di Pompei c’erano sicuramente quelli venuti alla luce durante le attività di scavo che quindi rappresentavano luoghi molto “affollati” per l’epoca.

Nello specifico, a Pompei pare si contassero circa 25 bordelli ovvero un numero decisamente elevato se pensiamo che la popolazione cittadina era di circa 10mila abitanti.

I Lupanari rappresentano allora edifici a due piani necessari per svolgere attività legate alla prostituzione; per trovarli venivano disegnati dei simboli fallici sulle abitazioni che li precedevano. I clienti all’interno di questi edifici venivano accolti da dipinti a tema.

Fra gli altri edifici storici di Pompei segnaliamo anche le antiche domus ovvero delle costruzioni simili sia a domus italiche che a domus greche. Almeno il 70% dell’area urbana di Pompei era composta da domus; le loro dimensioni variavano, chiaramente, in virtù della collocazione sociale dei proprietari sebbene l’impostazione architettonica rimaneva la medesima per tutte. Si presentano infatti con pianta rettangolare, prive di finestre, arredi essenziali e sviluppo su due soli livelli.

→ Qui puoi scaricare la mappa in pdf degli scavi

Scavi di Pompei visti dall’alto (video)

Un suggestivo video che mostra gli scavi di Pompei visti dall’alto.

Dove acquistare i biglietti per gli scavi

Gli scavi di Pompeii sono un’eccellenza assoluta e vanno visitati con una guida che ti aiuti a riconoscere e ad apprezzare i luoghi.

Puoi acquistare i biglietti per solo l’entrata agli scavi direttamente da qui su Ticketone il prezzo di €16.00 o €3.50 se hai da 18-24 anni, è relativo solo all’entrata.

Altra opzione è quella di acquistare il biglietto salta la fila con visita guidata in italiano direttamente da qui. Dura circa 2ore e costa circa 50€ – Inizio ore 11:00 presso la Porta Marina Superiore di Pompei

Quello che ti consigliamo, sopratutto se è la tua prima visita agli scavi di Pompei è di acquistare un tour privato con guidata in italiano direttamente da qui.
E’ possibile scegliere l’opzione di 2 o 3 ore e costa circa 170€ (il prezzo include solo la guida, il biglietto d’entrata va comprato a parte) questo tour è per 2 – 3 o 4 persone. La guida sarà completamente a tua disposizione, puoi decidere gli orari.

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